PREGHIERA A MARIA ADDOLORATA

1926

15 Settembre: BEATA VERGINE MARIA ADDOLORATA

La preghiera per chiedere a Maria un potente aiuto nel dolore

Maria, che ci hai preso per figli ai piedi della Croce; Maria, che sei la Madre nostra e del nostro Dio e Fratello Gesù, ascolta la voce dei tuoi figli.

Ecco: ci trasciniamo ai piedi della Croce dove agonizza il Figlio tuo e dove Tu pure agonizzi col tuo Cuore straziato, o Madre che vedi morire la tua Creatura.

Guardaci, Maria. Siamo tutti aspersi del Sangue del tuo Figlio.

Egli è morto per noi, per darci la Vita e la Pace in questo e nell’altro mondo.

E noi, a Te che sei stata la prima pietra della nostra redenzione, ci volgiamo per avere vita, salvezza e pace, che abbiamo demeritato di avere con la nostra forma di vivere contraria e ribelle alla dottrina del Figlio tuo.

Sì, lo sappiamo d’aver meritato il flagello che ora ci colpisce.

Lo riconosciamo umilmente per assomigliare a Te che fosti l’Umilissima oltre che la Purissima.

Ma, o Madre, oltre che pura Tu sei pietosa. Pietà dunque di noi, Maria, che generasti al mondo la Misericordia stessa!

Salvaci, salvaci, o Maria, dalla furia nemica!

Salva le nostre chiese e le nostre case, le chiese e le case di questa città che ti riconosce Regina e Patrona.

Salva i nostri uomini, quegli uomini che Tu, Stella del Mare, tante volte salvasti dalle marine sventure.

Salva noi tutti qui prostrati ai tuoi piedi; salva quelli che l’infermità impedisce di essere qui con noi, ma che vi sono con le loro anime e il loro soffrire.

Salva anche coloro che sono assenti con la loro pervicace volontà, i figli sviati, i disgraziati più grandi perché hanno perso la Luce, la Via, la Vita, perdendo tuo Figlio, Verità vera.

E per penetrare con la nostra preghiera nel tuo Cuore pietoso, ecco, o Maria, che ci spogliamo dai rancori, dallo spirito di vendetta, dalla sete d’esser crudeli come altri lo sono con noi. Ci ricordiamo, in quest’ora, che siamo tutti creati dal Padre, che siamo tutti fratelli del Figlio, che siamo tutti amati dallo Spirito.

Ci ricordiamo, in quest’ora, la preghiera del tuo Gesù, Martire per noi: “Padre, perdona loro” e la ripetiamo per tutti, su tutti, per essere a nostra volta perdonati dall’Eterno e salvati da Te.

Ave, Maria! Dal tuo Cuore trafitto fa’ scendere su noi la grazia della salvezza per questa città, per la patria nostra, per il mondo tutto che muore fra le rovine avendo perduto di vista il Cielo.

Santa Maria prega per noi. E se la volontà di Dio si avesse a compiere, per noi, cruentemente, siici al fianco nell’ora della morte per portarci con Te, Maria, a vederti e ringraziarti tra gli splendori eterni di Dio.

Amen.

VERGINE MARIA ADDOLORATA

La devozione alla Vergine Maria Addolorata, che trae origine dai passi del Vangelo, dove si parla della presenza di Maria Vergine sul Calvario, prese particolare consistenza a partire dalla fine dell’XI secolo e fu anticipatrice della celebrazione liturgica, istituita più tardi.

Il “Liber de passione Christi et dolore et planctu Matris eius” di ignoto (erroneamente attribuito a S. Bernardo), costituisce l’inizio di una letteratura, che porta alla composizione in varie lingue del “Pianto della Vergine”.

Testimonianza di questa devozione è il popolarissimo “Stabat Mater” in latino, attribuito a Jacopone da Todi, il quale compose in lingua volgare anche le famose “Laudi”; da questa devozione ebbe origine la festa dei “Sette Dolori di Maria SS.

Nel secolo XV si ebbero le prime celebrazioni liturgiche sulla “compassione di Maria” ai piedi della Croce, collocate nel tempo di Passione.

A metà del secolo XIII, nel 1233, sorse a Firenze l’Ordine dei frati “Servi di Maria”, fondato dai SS. Sette Fondatori e ispirato dalla Vergine.

L’Ordine, che già nel nome si qualificava per la devozione alla Madre di Dio, si distinse nei secoli per l’intensa venerazione e la diffusione del culto dell’Addolorata; il 9 giugno del 1668, la S. Congregazione dei Riti permetteva all’Ordine di celebrare la Messa votiva dei sette Dolori della Beata Vergine, facendo menzione, nel decreto, che i Frati dei Servi portavano l’abito nero in memoria della vedovanza di Maria e dei dolori che essa sostenne nella passione del Figlio.

Successivamente, Pp Innocenzo XII (Antonio Pignatelli, 1691-1700), il 9 agosto 1692, autorizzò la celebrazione dei Sette Dolori della Beata Vergine la terza domenica di settembre.

Ma la celebrazione ebbe ancora delle tappe, man mano che il culto si diffondeva; il 18 agosto 1714 la Sacra Congregazione approvò una celebrazione dei Sette Dolori di Maria, il venerdì precedente la Domenica delle Palme e Pp Pio VII (Barnaba Chiaramonti, 1800-1823), il 18 settembre 1814, estese la festa liturgica della terza domenica di settembre a tutta la Chiesa, con inserimento nel calendario romano.

Infine S. Pio X (1903-1914), fissò la data definitiva del 15 settembre, subito dopo la celebrazione dell’Esaltazione della Santa Croce (14 settembre), con memoria non più dei “Sette Dolori”, ma più opportunamente come “Beata Vergine Maria Addolorata”.

 La memoria della Vergine Addolorata (in latino Mater Dolorosa) chiama a rivivere il momento decisivo della storia della salvezza e a venerare la Madre associata alla passione del figlio e vicina a lui innalzato sulla croce.

La sua maternità assume sul calvario dimensioni universali presentandosi come la nuova Eva, perché, come la disobbedienza della prima donna portò alla morte, così la sua mirabile obbedienza porti alla vita.

 

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