PREGHIERE DELLA PACE DI SAN FRANCESCO

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PREGHIERE DI SAN FRANCESCO D’ASSISI.

PREGHIERE SEMPLICE DI SAN FRANCESCO D’ASSISI.

Signore,

fa di me uno strumento della tua Pace:
dove è odio, fa che io porti l’Amore
dove è offesa, che io porti il Perdono
dove è discordia, che io porti l’Unione
dove è errore, che io porti la Verità
dove è disperazione, che io porti la Speranza.
dove è tristezza, che io porti la Gioia
dove sono le tenebre, che io porti la Luce.

Signore,
fa che io non cerchi tanto:
di essere consolato, quanto di consolare;
di essere compreso, quanto di comprendere;
di essere amato, quanto di amare.

Poiché è:
donandosi, che si riceve:
dimenticando se stessi, che ci si ritrova,
perdonando che si è perdonati,
morendo che si risuscita a Vita Eterna.

Si tratta, sì, di una preghiera semplice, ma di quella semplicità che rende il messaggio così trasparente e immediato, da diventare dirompente.
La pace rimane il centro dei pensieri di Francesco. La Sua prima richiesta al Signore, che diventa, poi, quella di tutti noi quando recitiamo questa preghiera, è di diventare strumento di pace.

È una preghiera positiva e di speranza, dove tutto ciò che è negativo viene trasformato nel suo opposto: l’odio in amore, l’offesa in perdono, la discordia in unione e così via.

SAN FRANCESCO D’ASSISI

Francesco nacque ad Assisi nel 1182, nel pieno del fermento dell’età comunale. Figlio di un mercante, da giovane aspirava a entrare nella cerchia della piccola nobiltà cittadina. Per questo ricercò la gloria tramite le imprese militari, finché comprese di dover servire solo il Signore.

Si diede quindi a una vita di penitenza e solitudine in totale povertà, dopo aver abbandonato la famiglia e i beni terreni. Nel 1209, in seguito a un’ulteriore ispirazione, iniziò a predicare il Vangelo nelle città, mentre si univano a lui i primi discepoli. Con loro si recò a Roma per avere dal papa Innocenzo III l’approvazione della sua scelta di vita.

Dal 1210 al 1224 peregrinò per le strade e le piazze d’Italia: dovunque accorrevano a lui folle numerose e schiere di discepoli che egli chiamava “frati”, cioè “fratelli”. Accolse poi la giovane Chiara che diede inizio al Secondo Ordine francescano, e fondò un Terzo Ordine per quanti desideravano vivere da penitenti, con regole adatte per i laici. Morì la sera del 3 ottobre del 1226 presso la chiesa di Santa Maria degli Angeli ad Assisi.

È stato canonizzato da papa Gregorio IX il 16 luglio 1228. Papa Pio XII ha proclamato lui e santa Caterina da Siena Patroni Primari d’Italia il 18 giugno 1939. I resti mortali di colui che è diventato noto come il “Poverello d’Assisi” sono venerati nella Basilica a lui dedicata ad Assisi, precisamente nella cripta della chiesa inferiore.

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