PREGHIERA A SAN LORENZO MARTIRE

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10 Agosto: San Lorenzo Martire

PREGHIERA A SAN LORENZO MARTIRE

O Glorioso S. Lorenzo, che dopo avere con eroica intrepidezza sostenuto gli slogamenti della tortura, i laceramenti degli scorpioni di ferro, con un eroismo non più veduto vi rideste dei carnefici e dei tiranni, mentre eravate arrostito a fuoco lento su d’una graticola, per cui si estese la vostra fama in tutto l’universo.

Ottenete a noi tutti la grazia di mantenerci sempre incrollabili nella fede, malgrado tutte le tentazioni del demonio e le persecuzioni del mondo, e di vivere in tale maniera, da meritarci nell’altra vita la vostra beata immortalità. Gloria.

LA PREGHIERA SOTTO LE STELLE 

Grande è il nostro Dio e grande è la sua potenza
e la sua sapienza infinita Lodatelo cieli, sole, luna e pianeti,
con la lingua che vi è data per lodare il vostro creatore,

È anche tu, anima mia, canta l’onore del Signore !
Da lui, in lui e per lui sono tutte le cose:
A lui lode, onore e gloria di eternità in eternità !

Ti rendo grazie, Creatore e signore,
di avermi dato la gioia di contemplare la tua creazione,
di ammirare l’opera delle tue mani.

Cercherò di annunziare agli uomini
lo splendore delle tue opere
nella misura in cui il mio spirito finito
può cogliere l’infinito.

SAN LORENZO MARTIRE

Le notizie sulla vita di san Lorenzo, sono scarse. Si sa che era originario della Spagna e più precisamente di Osca, in Aragona, alle falde dei Pirenei.

Ancora giovane, fu inviato a Saragozza per completare gli studi umanistici e teologici; fu qui che conobbe il futuro papa Sisto II.

In seguito entrambi, seguendo un flusso migratorio allora molto vivace, lasciarono la Spagna per trasferirsi a Roma.

Quando il 30 agosto 257 Sisto fu eletto vescovo di Roma, affidò a Lorenzo il compito di arcidiacono, cioè di responsabile delle attività caritative nella diocesi di Roma, di cui beneficiavano 1500 persone fra poveri e vedove.

Al principio dell’agosto 258 l’imperatore Valeriano aveva emanato un editto, secondo il quale tutti i vescovi, i presbiteri e i diaconi dovevano essere messi a morte.

L’editto fu eseguito immediatamente a Roma, al tempo in cui Daciano era prefetto dell’Urbe. Sorpreso mentre celebrava l’eucaristia nelle catacombe di Pretestato, papa Sisto

II fu ucciso il 6 agosto insieme a quattro dei suoi diaconi, tra i quali Innocenzo; quattro giorni dopo, il 10 agosto, fu la volta di Lorenzo, che aveva 33 anni.

Non si è certi se egli fu bruciato con graticola messa sul fuoco.