PREGHIERA DEL MARTEDI A SANT’ANTONIO DA PADOVA

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Sant’Antonio apparendo a Bologna nel 1617 raccomandò di pregare ogni martedì per ottenere la grazia chiesta.

O Santo dei miracoli, o caro nostro protettore, eccoci prostrati ai tuoi piedi per chiederti favori e grazie. Noi oggi eleviamo a te la nostra fervorosa preghiera e ti supplichiamo di ascoltarci, di esaudirci e di intercedere per noi.

Siamo genitori che domandiamo la pace nelle nostre famiglie, il lavoro e il pane quotidiano, siamo figli che domandiamo benedizioni e grazie per i nostri parenti, siamo ammalati che domandiamo sanità, siamo giovani, siamo fanciulle che domandiamo assistenza e protezione divina, con la speranza di un lieto e prospero avvenire; siamo poveri bisognosi, siamo afflitti, siamo peccatori che veniamo a te per aiuti e grazie.

Tu conosci i bisogni, le miserie e le angustie nostre, tu sai quali pericoli sovrastano le nostre anime e quali dolori tormentano i nostri corpi, tu conosci tutte le nostre necessità e i bisogni nostri.

Ebbene dì tu, per noi, una parola a quel bambino che stringi tra le tue braccia e siamo certi di essere esauditi.

Amen

Padre nostro – Ave Maria – Gloria al Padre

PREGHIAMO:

Te supplichiamo, O Signore, che interceda per noi le grazie, di cui abbiamo tanto bisogno, il tuo Confessore e dottore Sant` Antonio, che rendesti e rendi sempre più glorioso con continui miracoli e prodigi. Per Cristo nostro Signore.

Amen

La pia pratica dei martedì ad onare di Sant’Antonio è antichissima; però in origine si componeva di nove. Coll’andar del tempo la pietà dei fedeli li portò fino a tredici, in memoria del 13 giugno consacrato alla morte del Santo.

I tredici martedì servono benissimo come preparazione alla festa, ma possono praticarsi anche nel resto dell’anno.

SANT’ANTONIO DA PADOVA

Fernando di Buglione nasce a Lisbona. A 15 anni è novizio nel monastero di San Vincenzo, tra i Canonici Regolari di Sant’Agostino.

Nel 1219, a 24 anni, viene ordinato prete. Nel 1220 giungono a Coimbra i corpi di cinque frati francescani decapitati in Marocco, dove si erano recati a predicare per ordine di Francesco d’Assisi.

Ottenuto il permesso dal provinciale francescano di Spagna e dal priore agostiniano, Fernando entra nel romitorio dei Minori mutando il nome in Antonio. Invitato al Capitolo generale di Assisi, arriva con altri francescani a Santa Maria degli Angeli dove ha modo di ascoltare Francesco, ma non di conoscerlo personalmente.

Per circa un anno e mezzo vive nell’eremo di Montepaolo. Su mandato dello stesso Francesco, inizierà poi a predicare in Romagna e poi nell’Italia settentrionale e in Francia. Nel 1227 diventa provinciale dell’Italia settentrionale proseguendo nell’opera di predicazione.

Il 13 giugno 1231 si trova a Camposampiero e, sentondosi male, chiede di rientrare a Padova, dove vuole morire: spirerà nel convento dell’Arcella. (Avvenire)