PREGHIERA AL SANTISSIMO SACRAMENTO

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La devozione all’Eucaristia è la più nobile perché ha per oggetto Dio; è la più salutare perché ci dà l’Autore della grazia; è la più soave perché soave è il Signore… se gli Angeli potessero invidiare, ci invidierebbero la Santa Comunione”.

PREGHIERA AL SANTISSIMO SACRAMENTO

Le nostre colpe, o Signore, ci offuscano l’intelletto e ci fanno trascurare il bene di amarti come meriti.

Rischiara la nostra mente con un raggio della tua luce divina.

Tu sei l’amico, il redentore, il padre di chi, pentito, torna al tuo Cuore; e noi, pentiti, torniamo a te.

Gesù, speriamo in te, perché sappiamo che la nostra salvezza ti costò la morte sulla croce
e ti indusse a rimanere sino alla fine del tempo nel santissimo sacramento, per unirti con noi tutte le volte che vogliamo.

Noi o Signore, per ringraziarti del grande amore che ci porti, ti promettiamo, con la tua grazia, di riceverti sacramentalmente quanto più spesso è possibile; di celebrare le tue lodi nella Chiesa e dappertutto, senza rispetto umano.

Signore, ti supplichiamo, confidando nel tuo sacratissimo Cuore, di conservare nel tuo amore chi ti ama, e di chiamare tutti a riceverti quotidianamente sull’altare secondo il tuo vivo desiderio.

Eterno Padre, ti offro il sacrificio

Eterno Padre, ti offro il sacrificio
che di se stesso fece sulla croce
e ora rinnova su questo altare
il tuo diletto Figlio Gesù,
per adorarti e darti l’onore che meriti,
riconoscendo a te il supremo dominio su tutte le cose,
da te l’assoluta dipendenza delle medesime,
in te il nostro primo principio e ultimo fine:
per ringraziarti degli innumerevoli benefici ricevuti;
per placare la tua giustizia offesa da tanti peccati
e darti degna soddisfazione;
e per implorare grazia e misericordia per me,
per gli afflitti e i tribolati, per i poveri peccatori, per il mondo tutto
e per le anime benedette del purgatorio.

SAN PAPA PIO X

Giuseppe Sarto nacque il 2 giugno 1835 a Riese, nel trevigiano. Fu battezzato il giorno seguente col nome di Giuseppe Melchiorre.

Da bambino percorreva chilometri per recarsi a scuola, con le scarpe a tracolla per farle durare al massimo. Il padre morì lasciando la moglie con dieci figli da allevare.

“Bepi”, secondogenito, avrebbe voluto interrompere gli studi al seminario per dare una mano in famiglia, ma la madre lo esortò a seguire la strada intrapresa. Fu ordinato sacerdote a 23 anni, nel 1884 divenne vescovo di Mantova e nel 1893 patriarca di Venezia. Salì alla cattedra di Pietro con il nome di Pio X il 4 agosto 1903.

Fu Papa umilissimo e tuttavia forte nel difendere la Chiesa dagli errori del modernismo. Amava definirsi “un povero parroco di campagna” e, con questo spirito, predicava alla gente che accorreva nel cortile di san Damaso in Vaticano.

Favori l’accesso al sacramento dell’Eucaristia ai bambini, facendo fare la Prima Comunione sin dall’uso della ragione. È passato alla storia anche per la promulgazione di un Catechismo assai famoso detto appunto di San Pio X, del 1912.

La logica che regge tutto il catechismo è espressa nella domanda n. 27 ‘Per vivere secondo Dio dobbiamo credere le verità rivelate da Lui e osservare i suoi Comandamenti con l’aiuto della sua grazia che si ottiene mediante i Sacramenti”.

Morì il 20 agosto 1914, addolorato per la guerra che già sconvolgeva l’Europa.