UN REGALO PER L`ANIMA

951


27 Gennaio

Degnati, o benignissimo Signore, di perdonarmi tante offese, e ogni mio fallo che mai abbia commesso fino ad ora dal giorno del santo battesimo.

Degnati di perdonare i peccati, ahimè, anche di mio padre e di mia madre, e dei miei parenti ed amici, e del mondo intero.

Te ne prego per la tua sacratissima passione e per il tuo sangue prezioso sparso per amor nostro, per il tuo santo nome: sia esso benedetto sopra la rena del mare, sopra le gocce delle acque, sopra la moltitudine delle stelle.

Mi dolgo d’essere stata tanto lenta a incominciare a servire la tua divina Maestà.

Ahimé! Finora non ho mai sparso neppure una piccola goccia di sangue per amor tuo, e nemmeno sono stata obbediente ai tuoi divini precetti,  e ogni avversità mi è stata aspra per il mio poco amore per te.

Signore, in luogo di quelle misere creature che non ti conoscono,
né si curano di essere partecipi ai meriti della tua sacratissima passione, mi si spezza il cuore,  e volentieri darei io stessa il mio sangue per aprire la cecità delle loro
menti.

Perciò Signore mio, unica vita e speranza mia, ti prego: degnati di ricevere questo mio cuore vilissimo ed impuro, e di bruciare ogni suo affetto e ogni sua passione nell’ardente fornace del tuo divino
amore.

Amen.

SANT ANGELA MERICI

Desenzano sul Garda (Brescia), 21 marzo 1474 – Brescia, 27 gennaio 1540
Angela Merici fondò nel 1535 la Compagnia di Sant’Orsola, congregazione le cui suore sono ovunque note come Orsoline. Le sua idea di aprire scuole per le ragazze era rivoluzionaria per un’epoca in cui l’educazione era privilegio quasi solo maschile. Nata nel 1474 a Desenzano del Garda (Brescia) in una povera famiglia contadina, entrò giovanissima tra le Terziarie francescane.

Rimasta orfana di entrambi i genitori a 15 anni, partì per la Terra Santa. Qui avvenne un fatto insolito. Giunta per vedere i luoghi di Gesù, rimase colpita da cecità temporanea. Dentro di sé, però, vide una luce e una scala che saliva in cielo, dove la attendevano schiere di fanciulle. Capì allora la sua missione. Tornata in patria, diede vita alla nuova congregazione, le cui prime aderenti vestivano come le altre ragazze di campagna. La regola venne stampata dopo la morte, avvenuta a Brescia il 27 gennaio del 1540. E’ santa dal 1807. (Avvenire)